Questa riforma della Costituzione è contro consumatori e risparmiatori

Contro i consumatori, perché?
La Costituzione Italiana, proprio perché nata in un momento particolare della storia del nostro paese, ha sancito che una convivenza tra noi potesse essere garantita solo con una carta che, con la definizione dei compiti della Repubblica e nell’articolazione dei poteri, ci mettesse al riparo di ingerenze eccessive di altre nazioni primo fra tutte quelle economiche, in quella che è stata chiamata “Democrazia Parlamentare”.
Cioè un tipo di Repubblica, che riporta tutto alla ricerca della migliore ricomposizione degli interessi e dei voleri di tutto il popolo. È di tutta evidenza che una simile Carta Costituzionale non è gradita ed anzi è di ostacolo alla finanza internazionale e ad una economia di libero mercato speculativo, in cui le multinazionali ed i padroni dei mercati e delle monete mal sopportano la messa in discussione delle loro decisioni e dei loro interessi ma vogliono non solo governi asserviti e compiacenti ma anche veloci nel sottomettersi ai loro ricatti economici. A loro abbisogna, cioè, non un democrazia di confronto approfondito parlamentare ma una democrazia decidente veloce e senza intralci, tanto hanno già deciso loro anche per noi. Da ciò discende quindi l’ordine imperativo di questi nuovi padroni dell’economia ad una politica italiana debole da loro foraggiata ed a loro asservita, di rimuovere tutti i vincoli che la nostra Carta Costituzionale ha messo contro la sopraffazione del più forte, ivi compreso i poteri forti internazionali, con la previsione della predominanza di un parlamento a bicameralismo perfetto sul governo. Individuati i mandanti, diventa agevole dedurre chi sono i danneggiati. Cioè i cittadini nel loro essere consumatori. E’ facile cioè dedurre che, con un governo delle società messo nelle mani dei mercanti speculativi mondiali finanziari o industriali, quelli che ne fanno le spese sono i consumatori e gli utenti di prodotti forniti su un mercato speculativo monopolizzato senza alcun controllo, in cui diventa uno schiavo che deve solo pagare senza avere neppure la possibilità né di verificarne il valore, la durata ed il prezzo, tantomeno, nel caso degli alimentari, la salubrità e la genuinità. Se perdiamo quel poco di protezione che il parlamento, basato su pesi e contrappesi, ancora ci da’, saremo costretti ad acquistare in ossequio di accordi internazionali fatti da governi che per i loro interessi scambiano concessioni di norme capestro per i consumatori in cambio di una fetta più grande nella spartizione delle quote di disponibilità finanziaria mondiale, senza nessuna possibilità dei consumatori di scegliere se non fra quello che essi ci danno da scegliere, spesso anche in dispregio delle nostre abitudini, tradizione e cultura. Insomma il processo di colonizzazione e schiavizzazione economico-commerciale verrà completato. Un esempio per tutti i contenuti ed il modo segretissimo con cui si sta contrattando il trattato interatlantico dell’Europa (TTIP), in cui è previsto addirittura che le multinazionali, in caso di decisioni di uno Stato che dovessero ledere i loro interessi, possano denunciare quei Paesi innanzi ad un Giurì posto al di sopra delle sovranità delle democrazie.

Contro i risparmiatori, perché?

In particolar modo la Riforma di Renzi è contro i risparmiatori. Infatti non si può mai dimenticare che la prima cosa su cui uno speculatore finanziario vuole mettere le mani è il risparmio popolare. E’ la fonte primaria dei suoi guadagni. E ciò vale particolarmente in quei paesi, in cui esiste una alta propensione al risparmio, come in Italia. Dove il risparmio privato è addirittura superiore al debito pubblico.
La norma europea del ”bail in”, portata prepotentemente alla ribalta dal voto inglese sulla “brexit” ne è la più cocente delle costatazioni. In cui l’uscita di un paese da questa Europa dei finanzieri e dei mercanti, ha terremotato il mercato borsistico, che porta come diretta conseguenza grande difficoltà delle banche, anche italiane in quanto troppo esposte perché troppo poco oneste. Ed alla fine quelli che rischiano più grosso diventano gli ignari risparmiatori. Vi domanderete cosa c’entra con la riforma della Costituzione di Renzi una norma europea sulle banche. Semplice. Questa norma consente ai banchieri ed ai loro padroni dei fondi di investimento, di far pagare ai cittadini risparmiatori i danni delle loro ruberie, dei loro regali, fatti a se stessi ed agli amici degli amici. I quali sono chiamati a pagare, solo in quanto depositanti in conti correnti, hanno solo il torto di essersi fidati di loro e della Banca d’Italia che li garantiva. Il tutto alla faccia della nostra Costituzione che invece garantisce il risparmio. Ed allora delle due l’una o, se questa nostra Costituzione continua ad imporre, per legiferare e ratificare trattati internazionali, il principio dell’equilibrio dei poteri senza che nessuno possa disporre di un potere assoluto ed incontrollabile, il risparmiatore italiano continua ad avere strumenti sufficienti per impedire certi accordi. Accordi che anche quando siano già ratificati possono sempre essere sottoposti all’annullamento per incostituzionalità. Oppure in caso di modifica della Costituzione come la vuole Renzi, i padroni dei soldi e detentori dei mercati delle monete e dei debiti pubblici potranno imporci norme capestro, come il bail in, con cui si usano e ci tolgono i nostri risparmi, anche contro la nostra sovranità democratica. Per giunta potranno farlo neanche a caro prezzo, bastandogli solo un pò di mance ai banchieri nostrani grandi sponsor di una casta di politici di ventura.

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