Il Renzi finto rinsavito

Il segretario-presidente ha fatto un’altra delle sue guasconate. Lo scontro su cui diceva di giocarsi la faccia non esiste più. Forse ha capito che la poteva perdere. Però francamente, ora è troppo tardi per defilarsi, inventandosi altre priorità. Nuove priorità che, guarda caso, sono anche esse false, come quelle con cui ha costretto la sua maggioranza in Parlamento ad approvare la sua proposta di svendita della nostra Costituzione.
No, illustrissimo segretario-presidente, il danno è già stato fatto. Il vero danno non è chi governi, ma l’aver dato la stura a quei nemici della nostra Costituzione, a cui, come è noto, non piacciono i nostri diritti di difesa che essa ci garantisce. La vera devastazione è quella che produrrebbero i signori dei mercati alla qualità della nostra vita, se si perde la sovranità. Per cui, Renzi parlante o Renzi silente, a noi comunque non resta altro che seppellire la sua proposta con una valanga di no. Lo ripetiamo il problema non è il destino dell’attuale presidente del consiglio e dei “signorsi” di un partito. Il fatto è che ora, per colpa loro, i cittadini italiani hanno la necessità assoluta di battere di nuovo i suoi nemici di sempre. Ed augurabilmente toglierli anche, per il futuro, tutti i desideri dirigisti e di sottomissione della nostra sovranità. Far capire bene a tutti che il popolo italiano non consente a nessuno di togliergli le sue conquiste di civiltà. Per cui, se il segretario-presidente ha capito e vuole contenere i danni, invece di nascondersi e tentare di fare il sommergibile, come i commentatori hanno definito il suo intento. Nel qual caso, per altro, avendo già scoperto il gioco, non gli cambierebbe molto tranne che noi ci attrezzeremmo con bombe di profondità. Forse farebbe meglio a sconfessare quei poteri forti ed occulti che sono i suoi amici e mandanti. Forse farebbe meglio a riconoscere che gli esperti, suoi consiglieri e collaboratori, non sono così esperti e lo hanno cacciato in un bel guaio. Un guaio in cui, per eccesso di “signorsi” e per la bramosia di garantivi un nuovo ventennio di potere assoluto, hanno costruito un imbroglio istituzionale, di cui il segretario-presidente, forse, sarà la prima vittima ed il suo partito la seconda, riducendolo al lumicino. Comunque, preoccupato o rinsavito, con il rispetto che sempre si deve alla carica di Primo Ministro, ci permettiamo un consiglio. “Presidente, opportunismo per opportunismo, se vuole contenere i danni, come presidente faccia fare al suo governo un atto pubblico, che lo riporti nei propri ambiti istituzionali, che lasci i cittadini liberi di votare secondo i loro convincimenti e senza minacce di cataclismi sociali. E magari da segretario, se proprio non se la sente di far dare indicazione di voto per il no, almeno faccia fare dal suo partito, stante il guaio già fatto per cui si deve votare, una presa di distanza dal si fine di mondo e lasciare intendere che forse sarebbe meglio una grande vittoria del no, per far ripartire il confronto democratico.

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