FMI: oste è buono il vino?

Ad un giorno dall’insediamento del governo Renzi, l’imperatrice del Fondo Monetario Internazionale si è affrettata a promuovere il suo programma economico.
E subito gli organi di stampa della telecrazia hanno, immediatamente, osannato al Fondo Monetario Internazionale ed, ovviamente, anche al governo Renzi, che è stato promosso.
Se fossimo perfidi, ci dovremmo domandare. quale programma è stato esaminato? Quello di un discorso a braccio? Un programma fatto solo di accenni generici e plurisignificanti?
Volendo però essere minimamente seri, il messaggio politico lo abbiamo compreso.
Per noi, Consumatori, la velocità della promozione non è figlia di un esame di un programma economico chiaro, degno di questo nome, esistente. A noi salta agli occhi che il giudizio espresso si basa sull’unica cosa chiara, fondamentale per il FMI. Cioè l’accettazione, acritica e garantita, della sudditanza economica-finanziaria e l’impegno a non disattivare il pilota automatico inserito dalla BCE. Ovviamente, per loro, tanto basta ed avanza per promuovere il programma. Ed allora, se il servo fedele trova contrasti, si corre subito a dargli sponda.
Ed allora l’imperatrice del FMI non se la prenderà, se gli evidenziamo che, questa volta, ha svolto il ruolo del gestore di una taverna, a cui gli avventori avvinazzati gli domandano “oste è buono il vino?”

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