Il Parlamento? Un bivacco di manipoli

E’ proprio una maledizione quella che ciclicamente colpisce il povero popolo italiano. La maledizione di dover sopportare cicli ventennali di sospensione dei diritti democratici.
Ora, nel 2014, di nuovo dobbiamo assistere ad un’altra involuzione autoritaria. Non c’è alternativa, ogni qual volta il personale politico non sa cosa fare e come governare imbocca sempre scorciatoie fascisteggianti.
Forse è la maledizione della mancanza di memoria del popolo! Altrimenti non sarebbe possibile che un popolo che si è conquistato con il sangue una Costituzione effettivamente democratica e garantista contro eventuali rigurgiti autoritari, perché sempre possibili, non cacci con ignominia qualunque giovane smemorato che mette in pericolo la democrazia. Come non rammentare che il bicameralismo perfetto non è stato deciso per allungare i tempi delle decisioni e non è di ostacolo all’attività legislativa, ma è un caposaldo fondamentale del sistema dei pesi e contrappesi posto a garanzia dalle voglie autoritarie già vissute. Come non rammentare che già un’altra volta il Parlamento è stato ridotto, come diceva lo stesso Mussolini ad “un bivacco di manipoli”. Di che democrazia parlamentare stiamo parlando, se il parlamento sarebbe composto di una camera, in cui la maggioranza è precostituita, ed una seconda depotenziata perché impossibile determinarne la maggioranza? Se poi ci aggiungiamo la nomina invece dell’elezione ed il divieto per i partiti ritenuti inutili e d’intralcio, altro che un “bivacco di manipoli”, piuttosto un “bivacco di guitti figuranti”. Povero popolo italiano se non riesce a spazzare via, anche questa volta, con una sua votazione referendaria, questa ennesima super porcata di raggiro e derisione dello spirito della Costituzione.

Bruno De Vita
Segretario U.D. Consumatori

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