Ma quale rispetto delle Istituzioni?

Il bonton. Il rispetto delle regole. Il civile dibattito. Il confronto delle idee. Le regole del dibattito.
Ma che dicono? Ma dove vivono i parlamentari e la stampa ufficiale?
In merito, permetteteci alcune semplici domande.
-Ci può essere un dibattito, ed ancor più fatto civilmente, tra un onesto e un disonesto? Su che cosa potrebbero dibattere per il bene dei cittadini? Galera si, galera no?
Non pensate che la presunzione di innocenza vale e deve valere solo per non poter condannare e dare una pena, prima di un giudizio? Però, siamo sicuri che questa presunzione vale anche per l’obbligo al rispetto nel confronto, al bonton ed alla buona educazione? Secondo noi, forse…
-Ancora, quali regole ci sono da rispettare, quando il confronto è tra i rappresentanti di lobbys, legate ai potentati economici a cui vengono fatti favori, ed i rappresentanti dei diritti dei cittadini?
-Quali sarebbero le regole di garanzia di dibattito civile con chi non è disinteressato economicamente? Non viene in mente a nessuno che un’assemblea piena di lobbysti non è un Parlamento? Specialmente se repubblicano? Forse, solo quando i lobbysti saranno messi fuori del Parlamento, come i ladri, solo allora Esso tornerà ad essere tale ed a godere della fiducia del popolo. Forse, solo allora i suoi membri avranno il diritto al rispetto ed al bonton, in un civile e pacato dibatto.
Altre domande.
-Ma l’istigazione alla violenza può sostanziarsi e coincidere con il dire la propria verità? C’è un modo accettabile di dire la verità ed uno non accettabile? Quale sarebbe il punto di discrimine dei due modi, nel caso di denunce di soprusi o di ingiustizie? Come si possono esprimere i diversi livelli di gravità e drammaticità del fatto che si denuncia? Si condivide che il punto di discrimine non può essere, certamente, il livello di accettazione della contestazione, da parte di chi viene accusato del fatto?
Ed allora, un modo di dire la propria verità che sia direttamente rapportato alla sua gravità, può essere ritenuto una istigazione alla violenza? Magari perchè invita tutti a lottarvi contro? Ma non è questa la funzione della politica? Non si ritiene che pretendere il bonton, difronte ai peggiori obbrobri, sia francamente troppo? Non pensate che ciò ha un certo sapore di autoritarismo?
Ed allora, se sono coscienti di questa realtà, le illustrissime Presidenze delle Camere, più che sbracciarsi tanto difronte alle telecamere, per difendere le prerogative dell’istituzione che rappresentano, non farebbero meglio a cercare, per quanto sia loro possibile, di pulirlo per renderlo credibile?

Bruno De Vita
Segretario U.D. Consumatori

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