Incapaci o bugiardi?

Che strano! Che bravi padri di famiglia sono i membri di questo governo! Ma principalmente che genii dell’alta economia sono!
Pensate, in una crisi economica e finanziaria, dovuta essenzialmente ad una speculazione sul debito pubblico del nostro paese, quale grande trovata alla fine ci spiattellano. Per diminuire il debito pubblico si vendono le uniche cose che producono reddito allo Stato. Vendere il banco posta.
Una delle poche aziende pubbliche che fa utili. Cioè ci propongono di diminuire le entrate pubbliche per sempre, pur di fare cassa ora. A motivazione di questa follia economica arrivano a giustificarla con due motivazione altrettanto folli ed irrazionali.
La prima, che bisogna vendere proprio quelle perchè sono sane e guadagnano molto, mentre quelle che non guadagniano non le vuole nessuno. Insomma secondo loro, quando si vende occorre vendere i gioielli di famiglia.
La seconda, perchè così facendo risanano la finanza pubblica e recuperano le risorse per finanziare la crescita.
Insomma l’alternativa è o incapaci o bugiardi. Per inciso, secondo noi bugiardi. Ma comunque asserviti agli interessi dei poteri finanziari.
Dicevamo che strano. Ma in economia non funziona così. Non lo sanno? Non si ottiene un miglioramento economico e sociale, se si vendono le cose che producono reddito costante e si mantengono sulle spalle della spesa pubblica solo le cose improduttive e che ci costano. Così, quando va bene si riduce il debito vecchio e se ne accumula un nuovo superiore. Forse, se fosse vero che lo Stato è alla canna del gas e si ritenesse ineludibile la vendita del patrimonio pubblico, bisognerebbe essere più lungimiranti e meno ingordi. Ad esempio se le caserme non si vendono in quanto improduttive, perchè, in una situzione di emergenza, non usare i poteri di governo e prima renderle velocemente appetibili agli investitori e poi venderle al miglior offerente.
Si coglie l’occasione di rammentare come le delocalizzazioni degli insediamenti industriali, nelle aree urbane, sono state giganteschi affari. E fino a prova contraria le caserme sono quasi tutte nelle aree urbane.
Sempre che strano. Ma, con una situazione del debito pubblico così pesante, come si può pensare che una riduzione delle entrate certa possa dare, sia a breve che a lungo termine, un saldo attivo. L’unico elemento positivo di manovre di questo genere, oltre che per gli speculatori del settore, è per i governanti in carico che si gestiscono loro l’affare e la massa monetaria disponibile. Ma per i cittadini-consumatori è un pessimo affare.
Poi nello specifico del banco posta, possibile che al ministro del tesoro non viene il dubbio che, stante i possibili acquirenti, si realizzerà una concentrazione monopolistica a danno dei cittadini-consumatori. Come hanno già dimostrato le vicende di tutte le privatizzazione delle società dei servizi. Come non rammentare che dopo tutte quelle vendite il debito pubblico non è diminuito e le crisi si sono ripetute con continuità ed hanno impoverito il paese?
Per noi consumatori nessuna meraviglia, lo avevamo gia capito sin dall’inizio e lo andiamo dicendo da molto tempo, che questo era uno degli obiettivi della speculazione sul debito pubblico italiano.
Secondo noi, finchè avremo al governo, segnatamente con delega al tesoro, uomini legati all’alta finanza pubblica e privata non c’è via di scampo. Come dire, se si affidano gli agnelli ai lupi perchè meravigliarsi. E purtoppo non è un fatto personale del ministro in carica.

U.D. Consumatori
la segreteria

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