Il ladro (di consenso) di Firenze

Ci risiamo, alla fine si scopre che spesso il nuovo altro non è che il vecchio travestito o portato da persone di una età minore.
Una conferma già si profila nel comportamento di Renzi.
Anche lui, secondo le peggiori tradizioni della politica italiana, mente sapendo di mentire e travisa i fatti storici. Lo ha fatto in questi giorni, per conquistare consenso alla sua proposta elettorale, di cui in questo contesto ci asteniamo da commenti.
Va infatti sostenendo che la ingovernabilità è causata dall’esistenza dei piccoli partiti. Fin qui transeat, è un suo legittimo giudizio, anche se errato. Ma, quando arriva ad affermare che il governo Prodi nel 2008 è caduto per effetto dei piccoli partiti, afferma il falso e mente sapendo di mentire. Se Renzi avesse un minimo di memoria storica o di rispetto della verità, dovrebbe, prima di parlare, andare a verificare l’accaduto e poter scoprire che con quelle dimissioni i piccoli partiti non hanno avuto alcuna influenza, al di là della loro effervescenza politica-pubblicistica. Chi c’era gli potrebbe dimostrare come il picconatore fu l’allora segretario del neonato PD Walter Veltroni. Il quale divenuto segretario, non poteva sopportare un governo presieduto da un leader del suo partito che lo metteva in ombra. Come non poteva pensare di goverenare con dei gruppi parlamentari controllati da altri. La vivacità dei piccoli partiti è stata presa a pretesto per nascondere questa inconfessabile verità. Addirittura, proprio perchè, in prima battuta, questa strategia non aveva avuto successo e non aveva fatto venire meno la fiducia, nonostante il Sen. Turigliatto, si è ricorso all’accensione dei riflettori sulla moglie del ministro in carica Mastella, creando un caso giudiziario su cui chidere le dimissioni di un ministro per ottenere la crisi. Nello specifico, anche in quella occasione la Camera aveva doto la fiducia al governo Prodi.
Ciononostante Prodi è stato fatto dimettere.
Capiamo che il giovane vecchio Renzi è consapevole di trovarsi nelle stasse condizioni di Veltroni, ma per carità non applichi le stesse strategie se non vuole fare la fine di Veltroni e far vincere di nuovo Berlusconi e poi essere costretto anche lui a programmare una andata in Africa.
Per carità, nell’interesse del popolo italiano, Giovani Democratici non fatevi abbagliare da fantasie bipartitistiche. Regime politico-elettorale che porterà inequivocabilmente alla vittoria di Berlusconi, per la semplice ragione sociale oggettiva che la galassia del perbenismo di destra è aggregabile in un unico raggruppamento, mentre quella di sinistra non lo è. Non vi è più una identità unica di sinistra e, per essa non funziona più il ricatto “o voti noi o voti il nemico”. Le risposte di oggi sono, nelle varie forme, o “nessuno” o “vaffa”.
Forse un sistema di coalizioni le più ampie possibili, inclusive di tutte le diversità compatibili presenti nella società, può meglio comprendere tutto il nuovo del Paese, rappresentare la maggioranza dei cittadini ed avere il diritto di vincere.
Rammentiamoci, che, nella recente storia politica, gli osanna per le grandi macchine da guerra, convinte di stravincere, hanno sempre fatto vincere il centrodestra.

Bruno De Vita, segretario U.D. Consumatori

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