Di nuovo come un tempo

Una vecchio canto che sta nella storia partigiana del nostro paese recitava: “di nuovo come un tempo, sopra l’Italia intera, fischia il vento ed urla la bufera”. Purtroppo, anche oggi, dobbiamo prendere atto che la storia si ripete e che occorre di nuovo, “come un tempo”, mettere da parte le nostre differenze politiche particolari e riunirsi intorno all’unico preliminare obiettivo della liberazione da una nuova, più moderna e più subdola schiavitù. “
La sottomissione dei nostri bisogni nazionali di popolo agli interessi di arricchimento di speculatori economici finanziari. L’espropriazione del nostro diritto all’auto-governo democratico della nostra vita e del nostro territorio. Ci viene negato il nostro diritto elementare, come diceva Cattaneo, “di essere padroni in casa nostra”. Occorre una nuova battaglia di resistenza e di liberazione nazionale contro i moderni invasori. Occorre una guerra di liberazione per la riconquista della nostra sovranità democratica, pur anche in un contesto di unità di intenti e di cooperazione con altri popoli europei, senza alcuna cessione di potere a nessuno, e con la disponibilità all’azione comune purché democraticamente decisa e condivisa. Una guerra senza armi e contro nessun essere umano, ma combattuta con lo strumento del nostro comportamento politico-sociale ed economico, nelle relazioni e negli scambi internazionali. Una guerra da condursi su due fronti. In primis quello della cacciata, a furor di popolo, dei nostri attuali rappresentanti, ormai troppo asserviti agli interessi dei nuovi barbari invasori. In secundis quello della nostra trasformazione da cittadino, impotente e soggetto debole in un sistema di mercato mondializzato, a soggetto economico collettivo forte. Il quale con comportamenti individuali ma coordinati, essendo al contempo consumatore e produttore, diviene economicamente in grado, di imporre ai mercati comportamenti rispettosi dei propri bisogni, quantomeno nella propria area economica,. Una guerra economica contro i fondi finanziari che governano il sistema degli scambi e di cui sono i soli a beneficiarne. Va sconfitto un sistema di scambio basato sulla speculazione, cioè sull’inganno di costruire le condizioni in cui il prezzo del bene scambiato non sia rapportato al suo reale valore ma rapportato alla domanda del momento, opportunamente predeterminato in modo più o meno truffaldino. Va imposto un sistema di scambio che pone al centro, quantomeno nel nostro territorio, i nostri bisogni e la nostra qualità della vita, e non i loro guadagni. Occorre, secondo noi consumatori, un nuovo Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), non contro un altro popolo invasore del nostro territorio,(tedeschi americani o chiunque sia), ma un fronte di resistenza contro il dominio dei poteri finanziario-speculativi, mondializzati e senza nazione. Come anche e prioritariamente contro la casta dei politici al loro servizio. Un CLN che, sul piano politico-istituzionale, raccolga tutti coloro che, non compromessi, sono disposti ad una unità d’azione su un solo punto prioritario e preliminare, senza il quale non esiste una soluzione dell’attuale crisi. Cioè la liberazione delle istituzioni e la cacciata dei mercanti dal “tempio”. Un fronte per una battaglia dove personalmente non si vince nulla e non ci si divide nulla, dove però, tutti riconquistiamo la possibilità collettiva di autogovernarci e di poter pensare ai nostri bisogni di cittadini Un CLN il più ampio possibile, già per le prossime elezioni. La cui composizione non spetta certamente a noi consumatori indicare, nè tanto meno determinarne i confini. Lasciamo volentieri questa incombenza a tutti quei movimenti e forze politiche più rappresentative di noi. A noi spetta solo il compito di affermarne l’urgenza e di dichiarare la nostra disponibilità.

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